Cari amici Padani,
dopo le esternazioni cantate in coro dal vostro Deputato nell’ultima delle vostre dozzinali e avvinazzate manifestazioni, noi Meridionali avremmo potuto tranquillamente fare due cose:
a) prendervi a puntate (a pedate, visto che non conoscete l’Italico, cioè l’italiano antico e nobile)
b) ignoravi completamente (ovvero: non cagarvi, come dite voi in volgare)
Nel primo caso sarebbe stata una troppo facile vittoria, senza neanche scomodare le Armate del Sud, perché saremmo bastati noi che siamo già da cinque generazioni fra voi e siamo la maggioranza assoluta, dal Tirolo a Firenze e da Trieste a Torino, e nel secondo caso a farsi male sarebbero stati tutti quanti. Allora, cari Padani, diciamoci un attimo solo quattro cosette.
Napoli c’è, è vera ed è reale. Soprattutto è bellissima perché ha un’anima pulsante. Ed è la nostra adorata Capitale; lo è per titolo nobiliare e retaggio storico. In Italia esiste, da questo punto di vista, una e una sola Capitale: Napoli.
Torino fu il “Capoluogo” di una Contea unita a una Landa, Firenze divenne Capitale per comodo e Roma fu solo conquistata fisicamente, perché restò salotto dei clericali e dei nobilucci savoiardi più la vostra burocrazia statale elevata all’ennesima potenza.
Napoli fu Capitale di un grande Regno che Ruggero d’Altavilla e Federico II di Svevia, elevarono a dignità universale. Napoli fu faro di tutto l’Illuminismo europeo con i grandi Ministri del nostro Re Carlo III, per noi meridionali Don Carlos.
Napoli è adesso il cuore pulsante del Mediterraneo e anche per questo resta LA CAPITALE.
Ma voi indicate Milano come vostro faro monumentale. Indicate cioè la “nostra” Milano, quella che noi abbiamo costruito col nostro lavoro e i nostri sacrifici, che è diventata grande perché noi ci siamo integrati colla vostra gente, e le generazioni recenti sono adesso un prodotto eccellente che bene fanno sperare per il futuro di tutto il nostro Paese.
Cari Padani: noi Meridionali siamo una grande Civiltà.
Il Progresso non ha baciato compiutamente la nostra Santa Terra Madre, ma la nostra Civiltà resta grande, la più grande. Lo dimostrano le circostanze e le opere.
Perché darvi contro? Perché reagire?
Noi vogliamo proseguire il nostro cammino sociale tutto basato sul lavoro e lo spirito di sacrificio.
Noi produciamo nelle Città nordiche che furono vostre e adesso sono anche nostre, col nostro lavoro, ricchezza e floridezza per tutti e tuttavia, siamo capaci di sacrifici supremi e sappiamo vivere dignitosamente anche con poco, con molto poco.
Voi Padani, non potete fare a meno di noi e lo sapete, ne avete coscienza dal profondo.
Il nostro antico retaggio ci ha educati ad essere tolleranti e con voi, lo abbiamo dimostrato, lo siamo e lo saremo sempre, qualsiasi argomento voi possiate immaginarvi per tentare di denigraci.
I fatti e la realtà diranno sempre il contrario e noi, da voi e per voi, dobbiamo andare avanti, camminare verso il futuro.
Una sola cosa vi domandiamo, se potete trovare in voi un briciolo di dignità: lasciate stare la nostra Santa Terra.
I nostri figli sono nati e cresciuti a Torino, Milano, Verona. Hanno conosciuto ragazze e ragazzi del Nord, si sono sposati, hanno costituito famiglie splendide e generato figli forti, sani e promettenti per la nostra Nazione. Noi siamo, nel bene e nel male, dentro di voi.
Ci odiate per questo? D’accordo. Sopporteremo per il bene di tutti.
Ma lasciate stare la nostra Santa Terra.
Là sono rimaste le nostre mamme, ci sono i nostri morti in cimiteri profumati dall’origano selvatico, le nostre casette con le persiane chiuse, i campi dove a primavera vedevamo fiorire i limoni.
E’ per questo che noi Meridionali che siamo dentro di voi, vi chiediamo molto cortesemente: Padani, non bestemmiate. (TP)