Da Giuseppe Macrì ricevo e pubblico
Buongiorno “Bagnaroti”
“Bagnaroti”, questo termine era usato in senso dispregiativo dai nostri vicini Reggini, ma per noi non era un offesa, era il termine normale con cui ci definivamo.
Bagnara, come diceva il mio defunto professore Falcomatà, per chi non lo conoscesse ex sindaco di Reggio, personaggio di scomodità rara dalle nostre parti,
pestava i calli di personaggi molto pericolosi, già nei primi anni novanta quando non andava molto di moda dire le cose come stavano.
Frequentavo una scuola privata a Reggio, dove erano molti i figli di personaggi notoriamente poco “comodi”.
Amava Bagnara, diceva che era una “zona franca”, terra di nessuno, ma in senso positivo, il confine tra piana e Reggio.
La amava perché non trovava tra i giovani le mentalità da mafiosetti, che erano comuni in altre zone.
Adesso rimarrebbe deluso il buon Falcomatà se sapesse che il bollettino di guerra che mi fa mio padre da Bagnara tutte le sere è più abbondante di quello che riceve il nostro rappresentante per il Medio Oriente da suo padre che stà a Beirut.
Non capisco come mai suscita così scalpore il servizio di Report, posso capire che la Gabanelli si meravigli che un pescatore minacci la guardia costiera, ma noi non ci dovremmo stupire di questo, o che la capitaneria di porto si limiti a misurare la distanza tra un ombrellone e l’altro, mentre due pescherecci passano a tutta velocità a 20 metri dalla spiaggia piena di bagnanti, perché, sapevamo già, vero o no? che quei ragazzi poco possono fare.
Comunque la situazione non può che peggiorare, e lo vedo con i miei occhi ogni anno di più in meridione. Perché?
Ormai “Calamu” solo chi ha ancora una buona parte di cuore giù.
Costa meno prendere un aereo ed andare in mete esotiche e ben organizzate che arrivare a Bagnara.
Non riesco a spiegare ad un mio amico tedesco perché a Novembre 2008 faccio fatica a trovare un aereo per venire giù a Natale, ma l’Italia è una nazione “lunga”, aeroporti bisogna costruire non ponti ed autostrade o alta velocità, ma forse un aeroporto rende poco e per breve tempo, una bella autostrada costruita per “rivalutare il meridione”, ma che taglia fuori una delle coste più belle del mondo, per passare da Cosenza, con delle montagne difficili da valicare che nemmeno il Brennero, MA UN AUTOSTRADA E’ PER SEMPRE, rende per secoli a chi la “gestisce”.
Il sig. Puntillo scrive: Egitto, Libia, Tunisia e Marocco che finanzieranno i Centri in cambio di nuove tecnologie da immettere sui loro territori.
Libia ed Algeria sono delle nazioni con governi totalitari senza nessun interesse nello sviluppo.
Marocco Egitto etc. hanno risorse che noi ci sogniamo, hanno soldi, hanno personaggi potenti a livello culturale, formati nelle migliori università francesi ed inglesi.
7 miliardi di dollari hanno investito gli Emirati in Marocco in strutture turistiche, già adesso si spende meno per fare una settimana di vacanza in posti lussuosi e molto organizzati, che noleggiare ombrelloni e sdraio da noi sulla riviera.
Gli Spagnoli hanno conquistato l’Europa con i consorzi , fuori stagione lavorano a prezzi di costo e non interrompono mai il ciclo produttivo delle località turistiche, lavorano anche in inverno con un clima simile al nostro, tutti i pensionati del nord Europa svernano in Spagna o Portogallo.
Da noi 20 giorni ad Agosto e poi il nulla.
Scusate lo sfogo,ma non vedo sbocchi in tempi brevi, ma sono a Modena spero vivamente di sbagliarmi.
Un saluto a tutti
Giuseppe “Panelli” Macrì